Your Everyday Jay is now!

Your Everyday Jay

Signore e signori, si cambia.

Da oggi, anzi già da venerdi’ scorso, “Jay in the UK” diventa “Your Everyday Jay”. E voi vi chiederete, “E perché cambi nome?” “Cosa cambierà mai?” “Manco fossi chissà chi!” Tutte affermazioni lecite, e beh, questo post è qui per spiegarvi perché lo faccio e perché ci tengo a dirlo.

I motivi che mi portano a chiambiare nome del blog sono principalmente due: slegare il blog dall’Inghilterra e provare a dargli una vita propria non legata solo al passaparola.

Se volete tutta la storia leggetevi tutti i paragrafi, se non avete balle (e non vi biasimo) saltate alle conclusioni.

Slegare il blog dall’Inghilterra

Slegarlo dall’Inghilterra in due sensi:

  1. Non sto molto in Inghilterra, causa lavoro, quindi mi sembra limitante dire che sono in UK.
  2. Un giorno, prima o poi, me ne andrò dall’UK, quindi non sarò più neanche di base “in the UK”.

In piu’, grazie all’amore dei primo ministro inglese nei confronti dei cittadini UE, ho un rapporto di amore-odio con l’UK, quindi volevo non affiancarlo al mio nome.

Quindi volevo un nome che mi identificasse di più e mi slegasse da un luogo in particolare. Ne ho pensati altri, ma facevano cagare sia a me che alle persone che ho coinvolto nella scelta. Poi Eleonora ha avuto l’illuminazione e mi è piaciuto ed eccoci qui.

Non vi sarà sfuggito il punto due che vi avrà fatto esclamare:

“Alla faccia quanto pensi di durare con questo blog?! Non riesci neanche a scrivere più di due post al mese, figuriamoci se duri abbastanza da cambiare Stato nel frattempo!”

Dubbio del tutto legittimo, ma mettiamola così, ci voglio credere. All’inizio di quest’anno mi sono deciso che questo sarebbe stato l'”anno del fare”. L’anno del fare le cose che era una vita che volevo fare, ma che non ho fatto, per paura di non essere capace, di essere deriso, di realizzare che so fare meno cose di quante credo. Ma soprattutto per paura di essere deriso. Ecco quelle paure le ho avute fino al momento in cui non mi sono buttato “sull’internet” mettendoci la faccia. E anche un po’ dopo.  Poi, da li me ne sono fregato. Il mio scopo è condividere quello che mi passa per la testa e le mie esperienze, per avere un confronto da chi inciampa so ciò che scrivo o dico. Quindi entra in campo il secondo fattore: la visibilità.

Visibilità

La scelta del nome

Per  essere visibili, e quindi essere trovati da chi non sa che esisti ma potenzialmente ti cerca. In questo frangente il vecchio nome non aiutava affatto. Mettiamola così, usare “Jay in the UK” per attirare lettori tramite Google è come andare a rimorchiare (si dice ancora così?!) al Billionaire con la tuta in cerata anni novanta… color puffo.

A questo si aggiunge che ho provato ad usarlo per il canale YouTube ma iniziare i video con “Jay in the UK” non mi era congeniale. E ne ho fatte tante di prove. Su YouTube al momento ci sono solo due video, ma prima di quelli era un mese che registravo e cancellavo. Avrò fatto l’intro dei video che provavo almeno un centinaio di volte, ma “Jay in the UK” non riuscivo a farcelo stare.

Quindi a suo tempo ho deciso di abbreviare il tutto dicendo solo “Jay”, lasciando il canale con il nome “TheJayS, che è il mio nickname su internet da anni. “Jay” nei video mi viene decentemente. Quindi quello non cambia.

Solo che se già “Jay in The UK” è difficile da indicizzare, figuriamoci “TheJayS” che nel mondo ce ne sono a valanghe. Ritornando all’esempio precedente, è come andare a rimorchiare al Billionaire dopo un turno di 12 ore in fonderia vestiti ancora in tuta da lavoro e con una copia de “Il Manifesto” sotto l’ascella, carica di 12 ore di duro lavoro. Non ci entrate neanche al Billionaire. Ecco non mi trovate neanche se mi cercate bene con quel nome su YouTube.

Quindi avevo bisogno di un nome che potessi usare su tutte le piattaforme e che mi identificasse per quello che sono: un fante fra mille. Ma tra i tanti fanti fra mille, sono Jacopo, quindi Jay, e vorrei essere il vostro fante fra mille, quindi Your. Ed Eleonora ha tirato fuori dal cilindro questo “Your Everyday Jay” che è perfetto al suo scopo.

Quanto suona bene: “Hi I’m your everyday Jay”?! Un botto!!

Tentativo di coerenza

Ma perche’ un nome unico per il blog e per il canale YouTube?

Anche se i due media hanno target di persone differenti, voglio creare una continuita’ tra le varie piattoforme che uso. Il  tema centrale e’ sempre l’esperienza di viaggio o di vita fuori dall’Italia e per quello blog e YouTube sono due facce della stessa medaglia.

Sul blog vorrei iniziare a scrivere post in inglese, ma la maggioranza sara’ comunque di post in italiano in cui parlo dei miei viaggi e ogni tanto di cose random sulla vita all’estero. Ho in mente dei post, non legati ai viaggi, su consigli sulle cose base da pensare/fare per spostarsi all’estero, e un post lungo su come fare il cv, cercare lavoro e affrontare i colloqui (basato sulla mia esperienza ovviamente).

Su YouTube invece ho pensato di fare video principalemente in inglese, perche’ mi sento meno finto ad impostare la voce e a recitare la parte dell’Italiano in viaggio. Faro’ altri viedo in italiano ma al momento mi vengono solo in mente idee per video in inglese.

Quindi blog e video sono due facce di me che parlano a due audiance diversi, ma che potenzialmente possono  coincidere.

La continuita’ tra le due piattaforme serve per generare un effetto leva che viene amplificato dal profilo Facebook.

Slegare il blog (e non solo) dalla cerchia di amici: il profilo Facebook

Per iniziare e farsi un po’ le ossa va bene appoggiarsi agli amici che, volenti o nolenti, leggono quello che scrivi e si sorbiscono i video che fai. Arriva pero’ poi un punto in cui, da un lato parte di amici e parenti si sono anche rotti di seguirti (e non ha senso farli sentire in dovere di farlo) e dall’altro lato vorresti avere dei feedback da chi ti legge ed è interessato a confrontarsi su quello che hai condiviso.

Per fare il cosiddetto salto di qualita’ e aiutare la visibilta’ bisogna quindi far convergere tutte le piattaforme in un unico catalizzarore. Se all’inizio il catalizzatore era il mio profilo personale di facebook, ho poi deciso di creare un profilo pubblico, in modo da slegare la visibilita’ di quello che faccio dalla cerchia di amici, perche’ in quel modo l’unico modo per crescere e’ sperare o supplicare i propri amici di condividere i miei contenuti, e non e’ da me.

Qui creando un profilo pubblico ho unificato: blog, youtube e Intagram tutto in una pagina che sta sotto il nome di “Your Everyday Jay” e se uno vuole ha li sotto mano tutto cio’ che faccio, vedo o penso. E per chi non gli interessa puo’ stare sereno che non vedra’ piu’ miei post sul mio profilo personale, cosi’ quei pochi che vedono le mie attivita’ su facebook non verranno sommersi di spam indesiderato.

Facebook mi consente da un lato di non rompere i maroni a chi non gli interessa nulla di quello che faccio e dall’altro di attirare piu’ persone che non mi conoscono che da li possono poi essere reinderizzate su Instagram, blog o Youtube. E lo stesso vale in ogni singola piattaforma che include i link di tutte le altre creando un circolo di contenuti per chi fosse interessato. In piu’ il profilu pobblico mi da statistiche che il profilo personale non mi da e unite alle statistiche del blog e di youtube posso gestire meglio il tutto.

L’unico problema ancora irrisolto e’ il bilinquismo. Chi e’ attirato da contenuti in inglese da youtube o instagram e finisce sul blog non sapendo l’italiano fionisce in un vicolo cieco, che al contrario parte dal blog finendo su youtube (oltre a trovare poco per il momento) si ritrova contenuti in inglese che non necessariamente capisce. Sto ancora cercando solizioni per sfruttare il bilinguismo a mio vantaggio trasfomando questa pecca in un opportunita’, se avete idea, ben vengano. 🙂

Conclusioni

In conclusione ho cambiato il nome per dare piu’ coerenza al titolo con me stesso e piu’ continuita’ tra le piattaforme che uso, unificando poi il tutto con il profilo pubblico di facebook. E in questo cambiamento ho voluto anche slegarmi al passaparola e alla cerchia ristretta di amici e parenti che dopo un po’ si sentivano in dovere di seguirmi. Non posso piacere a tutti ed e’ giusto che chi non voglia seguirmi non sia bombardato di spam. In piu’ il creare un profilo pubblico mi permette di aumentare la visibilita’ tra quelli che non avrebbero modo di conoscermi.

In molti potranno chiedersi perche’ tanto lavoro e energie spese per questa cosa. Beh perche’ mi piace condividere quello che faccio, mi piace confrontarmi con le persone e mi piace mettermi alla prova, e anche se tutto questo non mi da un soldo voglio comunque provare a creare qualcosa di mio sfruttando al massimo le mie conoscenze e le mie capacita’. Se viene fuori qualcosa di valido son contento, se tutto svanisce nel nulla, almeno posso dire di averci provato.

Meglio vivere un fallimento dopo aversi impegnati a pieno, che vivere con il rimpianto di non averci provato.

Your Everyday Jay

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