Stoccolma: un weekend di prime volte, piccoli clash culturali e tranquillità

Tra i tanti viaggi di lavoro, ho deciso da quest’anno che ogni tanto mi dedicherò qualche weekend all’esplorazione della parte di Europa che mi manca. Dopo tutto da Londra in aereo, in massimo due ore e mezza, sono ovunque. Basta organizzare le risorse fondamentali: soldi e tempo. Quindi partendo da questo presupposto, il primo fine settimana di piacere l’ho dedicato a Stoccolma.

Perché Stoccolma?

Tutto è nato perché a dicembre erano uscite le date dei concerti dei Dream Theater e siccome l’anno scorso avevo saltato per colpa del lavoro, e mi è dispiaciuto non poco, quest’anno volevo vederli assolutamente (poi, 25 anni di Images and Words, cioè voglio dire!! Potevo perdermelo?!). Quindi guardando le date ho escluso tutti i posti che non avevano concerti nel weekend, escludendo così un bel po’ di possibilità, e ricordo che a suo tempo la short list si riduceva a Stoccolma e Praga. Qui entrano in gioco i secondi fattori, a Stoccolma non sono mai stato e ho degli amici che vivono li. Quindi mi son detto: “Dai, colgo la palla al balzo e unisco le cose”.

Quindi a Gennaio mi sono deciso, ho preso un giorno di ferie e ho prenotato volo, albergo e concerto. A causa di coincidenze astrali la mia amica italiana che vive a li, quel weekend era a Londra fatalità quindi ho dato una riassettata alle persone da vedere e tra i miei compagni di viaggio l’ha sostituita una mia amica svedese.

Parliamo un po’ della città

Ma bando alle ciance, parliamo delle cose che contano! Non lo faccio spesso, ma mi è stato consigliato di parlare un po’ di più di quello che c’è da vedere, o meglio di quello che ho visto che potrebbe interessare anche a chi non è qui per sapere la mia personalissima esperienza nella capitale svedese.

(Se volete note storiche e dati sulla città, Wikipedia ne sa più di me quindi vi rimando alla sua conoscenza.)

Stoccolma è una ridente città che può essere tranquillamente girata a piedi, e in un weekend riuscite a vederne i punti cardine, se vi organizzate. Io non mi sono organizzato ma, mettiamola così, ho una scusa per tornare.

La città è distribuita su diverse isole e il suo centro storico (Gamla Stan) è concentrato nell’isola centrale (in una mattinata la girate tutta in lungo e in largo). Li potete trovare il castello reale, la cattedrale principale e altre chiese degne di nota. Non aspettatevi le tipiche chiese cattoliche, la pianta e la distribuzione degli spazi nelle chiese protestanti è molto diversa e devo dire molto interessante. Vi consiglio di girare a zonzo e di perdervi un po’ tra queste vie che hanno visto la storia di questa città.

A zonzo per Gamla Stan e dintorni

Io ho girato a zonzo per due giorni coprendo sia la città vecchia che la parte di quella moderna. Il punto di svolta della mia esperienza svedese e’ stato l’affiancamento di una mia amica svedese in questa mia esplorazione. Lei non è di Stoccolma e, oltre ad avermi dato cenni storici sulla città, mi ha dato il punto di vista di uno svedese che visita la sua capitale e non la riconosce come Svezia. Ma andiamo per ordine.

Con la mia guida siamo andati a fare un salto al museo medievale (Stockholms Medeltidmuseum ), che si trova nel piccolo isolotto a nord del centro storico, dove ha sede anche il moderno Parlamento Svedese. In questo piccolo museo gratuito mi sono potuto fare un’idea della vita a Stoccolma nel Medioevo di quella che è stata l’evoluzione della città fino ai giorni nostri. Lì ho realizzato che fino alla seconda metà dell’Ottocento il centro urbano non era più grande dell’attuale Gamla Stan. Probabilmente Padova fino a quel tempo era più metropolitana della capitale Svedese.

Dopo il museo abbiamo esteso i nostri orizzonti alla parte più moderna e camminare al di là del fiume, nella zona pedonale, dove si concentrano ristoranti e negozi, per assaporare i gusti della cucita italiana e spagnola in terra svedese. Non ho potuto non notare, mentre camminavo per la città, l’invasione di ristoranti italiani. La mia amica, al mio farle notare la presenza italica a Stoccolma, mi ha detto che gli Svedesi amano molto l’Italia e gli italiani. Ora non so se fosse attendibile la sua affermazione (o se ci stesse semplicemente provando con me) ma ho più l’impressione che gli Italiani amino molto la Svezia tanto da rimanerci e aprire ristoranti come fossero funghi.

Il primo giorno intero di esplorazione guidata si è concluso andando al concerto, motivo del viaggio, ma di questo vi parlerò meglio dopo.

Il Vasa Museum

Il giorno successivo si è aggiunto a noi un amico inglese e con lui siamo andati a vedere il Vasamuseet consigliatoci caldamente dalla sua ragazza italiana (l’amica che dovevo venire a trovare).  Attorno al Vasa ci sono altri musei interessanti e un parco stupendo che non ho avuto tempo di vedere e me ne dispiaccio. Forse è anche un po’ per questo che l’esperienza al Vasa l’ho trovata un po’ deludente. Potevo impiegare il tempo in modo diverso. Vabbè, si sopravvive. Il museo di per sé è curato e organizzato bene, ma un intero museo su una nave affondata al varo mi sembra un pelo eccessivo. Poi, non sono un mastro costruttore di navi ma a guardarla così mi è sembrata più alta che larga, quindi non trovo ispirasse tutta questa stabilità  in mare. Forse mi aspettavo di più. Devo pero’ dire che apprezzo l’idea di non mostrare nei musei solo le cose di successo, ma anche i fallimenti, per ricordare da dove nascono e come fare ad evitarli di nuovo. Dalle figure di merda storiche si può imparare molto.

Questa è stata l’ultima cosa degna di nota che ho visto prima di infilarmi in un caffè a bere litri di cappuccino, prima di prendere il volo del ritorno.

Ma quanto mi costi

Questa prima conoscenza di Stoccolma si e’ fatta sentire soprattutto sul portafogli. Io pensavo che Londra fosse cara: dopo questa esperienza, so che la capitale svedese, in questo, la batte. Il battesimo del mio portafogli è partito già dall’aeroporto, biglietto di andata e ritorno per il centro città con il treno 570 SEK (equivalenti a 60€)… ME COJONI!!! Ho capito che sei espresso ma perfino l’Heathrow Express costa meno, il che è tutto un dire. Ho scoperto solo poi che conviene prendere i biglietti singoli, perché a quanto pare l’andata e ritorno vale un mese e puoi andare su e giù quanto vuoi. Utile… ma non per me. Intanto 50£ andati così.

Anche mangiare costa parecchio, soprattutto nella città vecchia. Il venerdì sera sono andato a vedermi la Juve in un pub, e visto che la partita dura 90 minuti in quel tempo ho dovuto consumare un hamburger (discreto), e due birre medie (che verso fine partita ho centellinato, se no me ne portavano una terza). Costo totale 360 SEK (38 €) mortacci loro, neanche mi avessero dato nettare ed ambrosia. Mi era stato anticipato che mangiare fosse costoso ma non a questi livelli. Ho avuto anche la tentazione masochistica di provare la combo sushi/Stoccolma, ma visti i prezzi suppongo avrei dovuto accendere un mutuo. L’unica cosa che mi ha fermato dal farlo era la distanza del sushi dalla mia posizione. Sono certo che se avessi ceduto ora mi trovereste ad ad elemosinare in Drottninggatan (la via pedonale del centro) per finire di pagare il conto. Suppongo che le offerte siano proporzionali agli stipendi.

Ultimo evento che ha fatto esclamare di gioia il mio portafogli è stato quando ho fatto i biglietti della metro per andare al Vasa (ah tra l’altro il Vasa 140 SEK, 15€, per vedere una barca affondata al varo), ecco un biglietto singolo della metro viene 40 (e rotti) SEK (4€), se avessi voluto fare un giornaliero mi compravo casa.

Detto ciò, permettetevi di darvi un consiglio per risparmiare qualcosina: prendete i biglietti del treno online (dove costano meno), mangiate fuori dal centro storico (e guardate i prezzi prima di entrare), e magari cercate di preferire le passeggiate ai mezzi, anche perché le distanze sono gestibili e vi godete di più la città.

Perché non ho osservato questi basilari precetti? Perché sono un cialtrone fondamentalmente e mi sono mosso all’ultimo per ogni cosa senza informarmi per tempo.

Un altro consiglio per l’albergo: cercate di prenotarne uno in centro città, in questo modo sarà più semplice muovervi a piedi. Io ero all’Hilton Stockholm Slussen e la posizione era, devo dire, ottima. Per risparmiare prendetelo in combinata con il volo. Io ormai per viaggiare uso British Airways Holiday che fa risparmiare abbastanza e di volo+hotel ho speso meno che prendendo il volo da solo (e no non mi hanno pagato, anzi non dovrei fargli pubblicità a gratis). BA e’ comodo da Londra, ma sicuramente dall’Italia ci sono compagnie che offrono servizi simili.

Piccoli clash culturali

Ora cambiamo argomento e arriviamo alla parte a me più cara del discorso. Le cose che mi hanno stupito nel mio primo incontro con la cultura svedese nella sua versione distorta di Stoccolma. Come dicevo all’inizio era la mia prima volta a Stoccolma, ma non era la prima volta nei paesi scandinavi. Ero già stato in Norvegia e Finlandia, e il ricordo più forte è sempre legato al silenzio e alla pacatezza che pervade la cultura di questi paesi.

Per strada

Sarà che ora vivo nella caotica Londra, ma lo scontro tra la frenesia e il chiasso londinese e la tranquillità svedese mi ha fatto più effetto del previsto. Mi sono ritrovato a stupirmi costantemente di piccoli atteggiamenti che dovrebbero essere normali ma a cui non sono più abituato: le persone che sorridono quando chiedi scusa, che ringraziano se gli tieni la porta aperta (succede anche qui, eh, ma non cosi’ frequentemente), le auto che si fermano per i pedoni e l’assenza di suoni di clacson. I clacson sono la cosa che ho apprezzato di più, sono rimato fermo 10 minuti in silenzio per provare a sentirne qualcuno e… niente. Meraviglia. Qui nella capitale di Albione invece i clacson ci sono a tutte le ore, giorno e notte, per ogni cazzata (per fortuna non ai livelli della Nigeria).

Questa tranquillità mi ha fatto così bene e l’ho sentita così mia che non volevo più tornare a casa. Solo all’idea di fare ritorno al casino mi veniva l’ansia. Ma tant’è e sono dovuto tornare.

Al concerto dei Dream Theater

La tranquillità che può’ impressionare camminando per strada, o stando in luoghi pubblici, ha ancora più effetto quando si va ad un concerto. Era la mia prima volta ad un concerto in terra scandinava, e mi era stato detto che in Italia siamo un pubblico caloroso e molto apprezzato dalle band perché partecipiamo e siamo attivi, ma… ma non potevo immaginare che in Svezia il pubblico fosse una veglia funebre.

Non so se avete esperienze di concerti metal in Italia, ma in genere quando si attende per entrare nel luogo dell’evento si è incalcati in una massa di gente a formare un imbuto verso l’ingresso. Mentre si attende generalmente, al di là di bestemmie iperboliche gridate in modo che il Signore le senta bene, ci sono gruppi di persone che parlano, che cantano, che si scambiano opinioni o semplicemente socializzano con altri sconosciuti in coda a suon di spintoni.

Ecco in Svezia entrare al concerto era come essere in fila per riconsegnare i libri in biblioteca. Tutti in fila indiana, silenzio quasi totale, nessuno che spinge, nessuno che salta la coda. Ora che ci ripenso era meravigliosamente tranquillo. Ma non facevo che meravigliarmi con la mia amica svedese della pacatezza della situazione, e lei non capiva il perché di tanta mia sorpresa. In coda abbiamo conosciuto anche un ragazzo greco: anche lui che vive a Londra e anche lui andato al concerto perché non poteva andare alla data nella capitale britannica. Non sono l’unico matto! Con lui mi sono confrontato sul fatto che sì, gli scandinavi sono strani. A quanto pare anche in Grecia è un delirio andare ai concerti.

Entriamo. Nessuna calca, nessuno spinge, nessuno corre per andare davanti al palco, tutti in coda a prendere la birra, la mia amica compresa. Io li guardo con aria stranita e mi piazzo davanti alle transenne, posto che non ho abbandonato fino alla fine. Gli svedesi invece sereni, si sono bevuti la birra, si sono trovati un posto, se qualcuno li scansava si spostavano. Gli manca proprio il concetto del “Qui ci sono arrivato prima io e mi sposterai solo se sarò esanime!”. Difatti ho dovuto spiegarlo alla mia amica quando mi ha proposto di bere una birra:

“Vuoi una birra?”

“No grazie preferisco tenere il posto!”

“Te lo tengo io! Intanto ti prendi una birra!”

“No veramente non puoi capire io DEVO tenere il posto, so già che se mi sposto l’ho perso!”

“Ma c’e’ tantissimo spazio dove stare, non verranno a prenderti il posto con me qui!”

“No tranquilla, tenere il posto e’ l’unica cosa che conta, la birra la berrò tra tre ore, quando tutto sarà finito!”

Che cazzo di pare inutili che mi faccio (e che ci facciamo) ai concerti… vabbè’!

Inizia il concerto, i Dream partono con “The Dark Eternal Night” (qui trovate tutta la scaletta) che ha un intro che è di un’energia incontrollabile, e difatti non mi controllo e inizio a saltare come un antilope cantando. Dopo 10 secondi mi guardo intorno e mi accorgo che sono l’unico che salta o che emette suoni con la bocca, tutti gli altri sono fermi e guardano il palco come ipnotizzati. Al che inizio a sentirmi a disagio. Avranno pensato “Ma cos’ha quello? Lo hanno drogato?””Soffre forse dolori lancinanti che non gli permettono di stare fermo immobile ad ascoltare questa potentissima canzone, che va goduta in totale immobilità?”. Sta di fatto che io non riuscivo a non saltare e cantare. Ma con il proseguire del concerto mi sono adeguato agli standard locali e i locali hanno iniziato a scaldarsi un po’ di più e a cantare pure loro.

Rivalutando l’esperienza a posteriori devo dire che consiglierei a chiunque di andare ad un concerto in Svezia, al di la del fatto che sono dei morti viventi, è stata la prima volta che mi sono goduto un concerto intero, con nessuno che mi spintonava, insultava, o semplicemente mi impediva di godermi l’evento. E’ stato il concerto che mi sono goduto più in assoluto di sempre. In mezzo alla folla ma con la tranquillità di un concerto sugli spalti. L’unico consiglio che ci tengo a darvi è quello di prendere un valium se anche voi come me non riuscite a stare fermi di fronte alla sublime potenza del Prog Metal.

Se volete qualche aneddoto in più sul concerto, guardatevi il video qui sotto:


 

Conclusioni

Tirando le somme di questo weekend intenso devo dire che Stoccolma è una città che consiglio, per farsi un weekend in tranquillità, all’esplorazione di una capitale del nord. Se siete già stati in Germania e/o in Polonia, l’architettura vi sembrerà familiare, ma è comunque degna di nota. Organizzatevi bene il tempo e riuscirete a vedere buona parte di quello che la città’ ha da offrirvi. Non fate come me che ho dovuto rinunciare a vedere il museo degli ABBA.

Ci sarebbero tante altre cose da dire, tipo che la lingua che sentirete di più parlare è l’inglese, o tipo che la mia amica svedese continuava a dirmi che “comunque Stoccolma è diversa dal resto della Svezia” (un po’ come lo è Berlino in Germania o Londra in Inghilterra). Penso di aver detto abbastanza. Se non ci siete mai stati fateci un pensiero, ma ricordatevi di prepararvi a spendere molti soldi!

Enjoy!

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