Nigeria: le 5 cose che mi hanno colpito di Lagos – Prima Parte

Dopo il mio post sulle mie prime impressioni sull’impatto culturale con il mondo Nigeria, mi sembrava quanto meno doveroso rendervi partecipi dell’esperienza nigeriana nelle sue due settimane di permanenza. Senza considerare il fatto che mi è stato sollecitato più volte questo post da amici e parenti.

Mi scuso ho scritto a spizzichi e bocconi e ci ho messo molto più del previsto. E visto che è lunghetto e che devo ancora finirlo ho deciso di dividerlo in due parti.Eccovi la prima parte.

Vorrei precisare fin da subito che purtroppo la mia è stata un esperienza limitata nello spazio e nel tempo. La mia permanenza  infatti si è limitata a Lagos  ed è stata di sole due settimane. Quindi sono certo che non sia esaustiva per comprendere la cultura e la vita nigeriana, ma sono qui per parlare della mia esperienza e non di come oggettivamente sia la Nigeria. Siatene consapevoli.

In molti mi hanno chiesto: “ma non hai avuto tempo di girare?” Rispondo una volta per tutte. Si il tempo di girare ce l’ho anche avuto, per quanto poco, ma il problema non era il tempo, quanto la libertà di movimento. Eravamo (io e il mio collega) li a Lagos per lavoro, senza auto (per fortuna) e senza conoscenze del luogo. Per tutte le due settimane siamo stati portati in giro dal Country Manager della nostra filiale nigeriana, quindi siamo andati dove lui voleva. A questo si aggiunge il fatto che anche avessimo avuto la libertà di andare dove volevamo, non mi sarei sentito sicuro di girare a zonzo per un posto che non conosco, dove, metaforicamente parlando, ero una candela accesa nella notte. Non che si rischi la vita o lo scippo ad ogni angolo, ma diciamo che essere dei turisti ingenui aumenta la probabilità che ciò accada. Non e’come andare a fare un weekend in una qualsiasi città europea (che già comunque non sono sicurissime).

Ma passiamo a cio che conta, qui di seguito troverete le prime 2 delle  5 cose che più mi hanno colpito di questa esperienza nigeriana.

La guida a Lagos

Patente

Come già avevo detto nel mio primo post sulla Nigeria, la guida è una qualcosa di caotico e allucinante. E dopo due settimane di permanenza non posso che confermare questa mia prima impressione, anzi la rinforzo. In due settimane ho visto cose che per un europeo medio sono un misto fra non-sense e fantascienza. La regola generale è che non ci sono regole. O meglio. Si ci sono i segnali stradali e probabilmente un codice della strada ma nessuno li rispetta, in primis perchè non li conoscono e in secondo luogo perchè culturalmente proprio non danno molto peso alle regole che gli vengono imposte. Parlando con Vincent, il nostro collega/guida, abbiamo piacevolmente scoperto che la patente in Nigeria si ottiene semplicemente pagando.

“No, non ci sono test o prove di guida, paghi e ti danno la patente. Ci hanno provato un paio di anni fa ad imporre un test per ottenere la patente, hanno iniziato da Abuja [ndr. la capitale], sono resistiti un paio di settimane, non passava nessuno e sono tornati al semplice ricevere soldi e rilasciare patenti” (testuali parole, tradotto ovviamente).

Caos

Quindi già questo può dare un’idea di come sia la situazione. Ma giusto per dare un esempio, il limite di velocità è difinito come il massimo della velocità che la macchina può fare a seconda delle condizioni stradali e del traffico. Potenzialmente se la macchina ce la fa e non c’è traffico si possono fare anche i 300km/h in centro città (o quello che sembra esserlo).

Il risultato della mancanza di regole è un caos generale che porta a vedere cose assurde, come tre colonne di auto per la svolta a sinistra quando c’è solo una corsia. Ma finchè c’è spazio le corsie si creano. Oppure se in autostrada c’è un ingorgo, inversione a U e e su tre corsie di marcia due sono bloccate verso il senso di marcia e tre vanno contro mano verso l’uscita più vicina. Si esatto due più tre fa cinque, ma le corsie si creano dal nulla se necessario (L’ho filmato, anche se si capisce poco, perchè non ci volevo credere).

La regola generale

Dopo dieci giorni a Lagos, vedendo che nonostante il caos più generale non ci fossero poi incidenti frequenti, ho chiesto a Vincent come fosse possibile che, nella totale mancanza di regole, le macchine fossero solo ammaccate e non ci fosse un blocco per incidente ad ogni ora ed in ogni luogo. La sua risposta per è stata interessante per quanto prevedibile.

“Qui c’è solo una regola, guida prevedendo che tutto andrà nel peggiore dei modi. Vedi qui devi pensare fuori dalla scatola. Ti faccio un esempio. Vedi quella moto, ecco io non considero che andrà dritta per la sua strada ma che all’ultimo senza frecce e senza preavviso ci taglierà senza darci la precedenza. Qui non devi guidare pensando che ognuno sia responsabile della sua guida, ma pensando che tu sei responsabile per la guida di tutti gli altri. Se lo fai non ti puoi sbagliare!” (Per la cronaca la moto ci ha tagliato la strada incurante ma Vincent era pronto all’evento).

Per questo motivo sono contento di non aver avuto un auto per girare liberamente perché avrai fatto un incidente appena uscito dall’autonoleggio.

La Cucina Nigeriana

Buono eh, ma…

Ok qui ci sono due cose da dire per rendermi più comprensibile a chi mi conosce meno. Primo io sono una fighetta e in genere quindi non mangio tutto, anzi mangio molto selezionato. Per esempio la frutta non mi piace e la evito come la peste. Oh non mi piace, fatevene una ragione. Secondo, nonostante sia selezionato in quello che mangio, quando sono all’estero voglio provare tutto (o quasi) quello che mi viene proposto e non chiedo dettagli. Voglio mangiare nell’ignoranza più totale, per non pregiudicare la mia esperienza culinaria con i pregiudizi che ho su determinati ingredienti. Ergo dove viaggio mi faccio consigliare dai locali, sottolineo “non voglio sapere cosa c’è dentro!”, mangio e poi valuto. Ecco dal viaggio in Nigeria ho imparato che devo specificare una seconda cosa: “non piccante, please!”. E non perchè non mi piaccia il piccante ma perchè il mio corpo lo rigetta… per giorni.

La cucina nigeriana è molto buona, mischia sapientemente dolce a salato, infilando il cocco ovunque, o quasi (cosa che apprezzo molto). Le specialità locali sono:

  •  Jollof, del riso piccantissimo di cui non ho sentito il gusto, perché avevo la lingua in fiamme;
  • lo stufato di carne sia di manzo che di pollo, poco cambia tanto è piccante pure quella;
  • il pollo fritto : immancabile, cosa non vuoi farlo piccante!?
  • pesce che ha tante di quelle spezie da essere rosso;
  • frutti di mare piccanti;
  • verdure cotte piccanti.

Nigeria Lagos

E il tutto è veramente buono, solo che, purtroppo per me, sento il buon gusto i primi 4/5 bocconi e poi… ciao… ho la bocca impastata, non sento più niente e vorrei solo potermi levare la lingua e l’esofago perchè bruciano come solo l’inferno può bruciare.

… il piccante ora non lo tollero più

Ho provato e mangiato cibo nigeriano per una settimana, specificando sempre di non farlo piccante. Ma il loro concetto di non piccante è più simile al mio concetto di medio piccante. Questa riduzione di piccantezza a livello commestibile, mi ha permesso di mangiare pasti interi, arrivando solo alla fine a perdere il senso del gusto e della vita.

Nonostante a livello di gusto mi piacesse molte il cibo locale, tanto da farmi mangiare il plantin fritto in abbondanza (che è all’apparenza una banana, ma nella stanza no), dopo una settimana il mio corpo, o meglio il mio intestino, ha detto basta. Si è dichiarato intollerante al cibo nigeriano e ad ogni spezia. Già ero sensibile al mio amato indiano, ora sono sensibile a qualsiasi spezia. Me la potete nascondere, non solo vi becco il gusto perchè mi piace, ma tempo massimo 5 minuti mi vedete fare i cento metri piani a tempi di record verso il bagno più vicino.

Una settimana a brodo di pollo

Dopo essermi fatto un weekend in bagno, ho quindi deciso di optare per un cibo più europeo. Purtroppo per me, però, reperirlo non era così scontato come sembrava. Quindi se la prima settimana ho mangiato sempre fuori, cambiando ristorante ogni sera, la seconda ho mangiato sempre e solo in albergo. La prima sera ho optato per l’andare al ristorante evitando il servizio in camera, perché, ok che so l’inglese ma mettermi a spiegare la situazione al telefono mi sembrava chiedere troppo. Quindi sono sceso al ristorante e ho richiesto con il tono che solo un uomo malato può avere:

“Non è che avreste del semplice brodo di pollo (chicken soup)?”

La cameriera mi guarda: “Sicuro solo brodo di pollo?”

“Si la prego, solo brodo di pollo, niente di piccante o con spezie, un semplice brodo di pollo.”

“Chiedo in cucina…”

Sparisce e dopo un paio di minuti ritorna.

“Il cuoco dice che possiamo farle del brodo di pollo con pezzi di pollo e patate le può andare?”

Quasi commosso rispondo: “Si grazie mille perfetto, ma mi raccomando niente spezie ne pepe, perchè non sto molto bene, grazie!”

Dopo soli 20 minuti di attesa, mi arriva il brodo di pollo. Salato come solo il Mar Morto può essere, ma, visto che altro di commestibile non ce n’era, mi sono accontentato e l’ho spazzolato, con calma.

Nigeria Lagos

I giorni successivi ho iniziato a stare meglio e ho azzardato addirittura un hamburger (molto carico di pepe ahimè). L’ultima sera preso da nostalgia italica e da voglia di semplicità ho preso una “Pasta Basilico“. Al che mi sono detto:

“Ma in tutti questi giorni non mi sono accorto che c’era la pasta in bianco!? Diamogli una chance!”

La ordino in camera. Dopo soli 30 minuti mi arriva…

…una pasta al… pesto…

Mortacci loro e a chi gli ha detto di chiamare la pasta al pesto: “Pasta Basilico”!!

Avevo fame e l’ho mangiata. La pasta era cotta decentemente, molto meglio di quello che si trova mediamente a Londra o in molti posti in giro per il mondo, però la cottura decente non è bastata a farmi passare la notte indenne.

Il recupero

Ci ho messo quasi due settimane per recuperare una digestione decente, grazie alla mia cucina casalinga a base di verdure, pasta e salmone il tutto condito con massimo olio e sale.

In compenso ho perso peso. La linea ringrazia. L’apparato digerente NO. Se volete fare una cura dimagrante vi consiglio la dieta nigeriana: spezie piccanti come se non ci fosse un domani, da integrare con molti liquidi. Vedrete in due settimane sarete dei fuscelli.

Se penso che ad aprile faccio due settimane in India mi viene male. Sono già pronto a partire con il cibo da casa.

Continua…

Le altre tre cose che mi hanno colpito nel prossimo post… stay tuned!

Jay

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