India: un weekend ad Agra e Delhi (parte due | Taj Mahal)

L’avevo promesso ed ecco il secondo post. Dopo un travagliato arrivo ad Agra, il giorno seguente io e la mia compagna di avventure ci siamo svegliati all’alba delle cinque meno dieci per andare a vedere il famoso Taj Mahal. Con noi un guida locale, un bramino bramoso di mance, con un passato da fotografo di matrimoni probabilmente (poi capirete).

Prima del post delle scuse. Non ho avuto il tempo e la voglia di farlo piu’ succinto. E’ bello lungo. Prendetevi il tempo che vi serve.

L’arrivo

Dopo un risveglio per nulla traumatico, da 4 ore di sonno, ci dirigiamo grazie al nostro autista verso il famoso Taj Mahal. Tra il sonno, le chiacchiere con Carolina e il fatto che eravamo vicini al noto palazzo, non mi sono neanche reso conto della guida per le strade indiane (o almeno non la ricordo). Se non ne siete edotti, la guida indiana e’ allucinante, ed un buon rimedio per non fare un infarto ad ogni sorpasso e’ dormire.

Arrivati all’ingresso del parco che precede il “Tempio dell’Ammmore”, notiamo subito la presenza di centinaia di persone di ogni eta’ che si godono i giardini. Bambini che giocano urlanti, donne che ballano, uomini che parlano tra di loro. Tutto normale se non fosse che sono le 5 del mattino e sembra di essere in Prato della Valle alle 5 del pomeriggio di una domanica di Luglio. Mentre noi camminiamo come zombie, chiedendoci perche’ siamo svegli a quest’ora, ci chiediamo ancora di piu’ dove tutta quella gente trovi l’energia e le forze per essere cosi’ sveglia a certe ore. Ma soprattutto… a che ora si sono svegliati loro?

Superato lo shock degli indiani arzilli, ci accodiamo per prendere il biglietto, prima che arrivi una corposa comitiva di Americani, e ci mettiamo in coda all’ingresso. Si in coda. Perche’ tutti ti consigliano di andare al Taj Mahal all’alba, e quindi tutti sono li’ all’alba in coda. Le classiche partenze intelligenti. Che tu sia in Italia sull’Autostrada del Sole, o in India all’ingresso del Taj Mahal, tutti pensano di fare i furbi a partire ad orari impossibili ma alla fine si ritrovano in coda.

La coda comunque e’ solo di occidentali, gli indiani si svegliano con le galline ma visitano il noto monumento in altri orarei, a quanto pare.

Per entrare ci sono 4 code: una per le donne Indiane, una per le donne non Indiane, una per gli uomini Indiani e una per gli uomini non Indiani. Siccome le code per gli Indiani sono semivuote, la nostra guida ci fa entrare per quelle. Tanto quelli in coda davanti a noi sono visibilmente non Indiani. E all’ingresso nessuno fa una piega. Diciamo che le regole in India sono soggettive un po’ come lo sono in Italia.

Entriamo, e per la prima volta da quando sono in India riesco finalmente a vedere delle costruzioni degne di nota che non siano edifici incompleti di cemento armato grigio o capanne di paglia. Al contrario attorno a noi mura di pietra rossiccia e tetti tipici dell’immaginario indiano. Il famoso Taj Mahal e’ infatti circondato da una cinta di mura e da altri palazzi.

Taj Mahal: un po’ di storia

La nostra guida inizia a raccontarci il significato simbolico delle diverse parte che vediamo e a dare cenni storici sul motivo per cui il Taj Mahal esiste. E gia’ che ci sono vi rendo partacipi di queste informazioni. Ammetto la mia totale ignoraza a proposito di questo posto. L’unica cosa che sapevo prima di venire qui e’ che il Taj Mahal si trova in India, che molta gente ci va per farsi le foto per tirarsela perche’ ci e’ stata (io compreso). La mia ignoranza arrivava al punto da credere che fosse il palazzo di qualche Sultano o Mogul o persona importante indiana. Invece no, il Taj Mahal (che significa “Palazzo della Corona” o “Corona del Palazzo”) e’ un mausoleo che un Mogul indiano, Shah Jahan, ha fatto costruire per dimostrare l’infinito amore che questi aveva per la preferita tra le sue mogli.

La storia e’ piu’ o meno questa (quella di Wikipedia e’ piu’ accurata ma volete mettere quello che ho capito io!?).

Il Mogul amava tanto questa sua moglie da averla ingravidata numerose volte (non ricordo quante, ma piu’ di dieci sicutramente), questo ha accelerato la fine della cagionevole donna, che ha pero’ richiesto al marito di dimostrarle che lei era veramente l’amore piu’ grande della sua vita. Il Mogul amandola alla follia le disse di fare qualsiasi cosa per lei, e tra la lista di cose che Mumtaz Mahal richiese c’era anche: “Fai fare qualcosa che sia bellissima e sia ricordata in tutto il mondo come il simbolo del nostro amore”. E per quello il Taj Mahal viene considerato il tempio dell’amore, essendo, a quanto pare, il dono d’amore piu’ grande della storia per risorse impiegate e unicita’ del risultato [informazione non verificata].

Il Taj Mahal e’ curato nei minimi dettagli, che nelle foto di rito non si notano. Il marmo bianchissimo e’ infatti intarsiato da bassorilievi che si vedono solo avvicinanddosi all’imponente edificio. Alla progettazione hanno lavorato i 10 migliori architetti del tempo (beh per lo meno i 10 migliori architetti del mondo arabo). Tra gli architetti anche due veneziani chiamati per fare le fondamenta, se non ho capito male. Non mi dilungo in dettagli e arrivo al dunque. Ci hanno messo 22 anni per costruirlo e alla fine di tutto il Mogul ha deciso di ringraziare gli architetti ricoprendoli di oro e dandogli ogni onore, ma in cambio gli ha fatto tagliare le mani, perche’ non potessero replicare una tale bellezza da altre parti nel mondo. Questo Mogul un uomo veramente di cuore. Cosa non farebbe per la moglie che ha consumato a suon di parti. Poi alla fine gli architetti erano senza mani ma pieni di onori, cosa te ne fai delle mani quando hai gli onori?!

Ma torniamo agli eventi odierni.

Il servizio fotografico

Entrati al Taj Mahal e trovatici (esiste in italiano?) di fronte al palazzo inizia il set fotografico, tra una spiegazione e l’altra. Non so se avete mai visto le classiche foto che si fanno quando si e’ li, ma ora so perche’ sono tutte uguali.

La guida ti dice dove metterti e come impostare l’inquadratura.

 

A framed crown #India #tajmahal #sunrise #morning #agra #Aladdin #agraba #templeoflove #crown #crowd

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Se gli dai il telefono, o meglio, se si prende il tuo telefono inizia a darti direttive su cosa fare e dove andare.

Questa sequenza di immagini e’ andata piu’ o meno cosi’.

Guida (G):”Ok ora tu da a me telefono e io fa foto a voi!”

Io (J):”No guardi non serve!”

G: “No! no! Io fa foto tu no preoccupa!”

J: “Ok Carolina, noi no preoccupa lui fa toto!”

G: “Ok! Ora voi camina li lungo vasca di acqua e guarda Taj Mahal…”

G:”No voi cammina uno affianco all’altro!”

G: “Ok ora tu scende e tocca acqua…”

Carolina, girandosi verso di me a bassa voce (C): “Cos’ha detto?”

J: “Credo abbia detto che devi toccare l’acqua!”

C: “In che senso toccare l’acqua?”

J: “Credo voglia farci un servizio fotografico da matrimonio!”

C: “Ossignore!”

J: “Gia’!”

Dico alla Guida: “No grazie non tocchiamo l’acqua!”

G: “Ora ferma, voi gira, guarda me e viscini voi  scende e tocca aqua mentre guarda me!”

J: “No veramente non serve grazie!”

G: “Tu fa come dico!”

Noi non fa come dice!

Stavamo facendo un video di Bollywood diretti dalla guida. Molto disagio.

G: “Ok ora tu guarda lei, e bascia lei!”

J: “No ecco io non bacia lei!”

G: “Come tu non bascia lei? Ok allora tornate su, e camminate mentre guarda di la!”

Ma questo era solo ‘inizio.

G: “Ok ora velosci, andiamo su li che c’e’ poca gente e faccio foto a voi da li!” Indicando un piazzale sopra elevato a meta’ tra l’ingreasso ai giardini e il palazzo. Giusto per darvi un idea i giardini di fronte al Taj Mahal sono grandini, e tra l’ingresso e il palazzo ci saranno poco meno di un centinaio di metri.

Saliamo sulla piattaforma in marmo e la guida sta giu’.

G: “Ok ora voi siede viscino al bordo, li!”

E noi siede.

G: “Ora tu siede piu’ viscino!”

E ci avviciniamo…

G: “Piu’ viscino!”

E ci avviciniamo…

G: “Tu abrascia lei!”

E noi: “Ma anche no non serve, ve benissimo cosi’!”

G: “Tu no abrascia lei? ok… ora tu bascia lei!”

E noi ci guardiamo…  “Ecco no questo proprio no… siamo amici!”

G: “Come tu no bascia lei! Questo e’ Taj Mahal il luogo di amore!”

E noi: “Si ok ma noi amici!”

Ma il servizio non era ancora finito…

G:”Ok tu (Carolina, ma io penso parli con me) va piu’ a destra!”

Ci spostiamo tutti e due piu’ a destra. Fino ad arrivare al bordo.

G: “Piu’ a destra!”

Lo guardo. Amico piu’ a destra di cosi scendo dal pilastro! Difatti lui intendeva, tu levati dai maroni che deve starci lei a destra. Perche’ la posa doveva essere: lei a destra con gambe penzolanti e me dietro in abbraccio da copertina di Bollywood. Ma noi non eravamo molto per la cosa, quindi mi ha fatto andare sempre piu’ a sinistra fino a finire fuori dalla foto, e da fare una foto solo a Carolina. Bastava dirlo! Io ero seduto come un ebete guardando lui che fotografava Carolina senza di me. L’ultima foto qui sopra e’ quella prima che mi tagliasse via negli scatti successivi. Peccato non abbia fatto piu’ scatti se no avreste potuto vedere la sequenza degli eventi in modo piu’ chiaro.

Servizio fotografico finito, ci avviciniamo al bianco palazzo ed entriamo. All’interno c’e’ la tomba di Mumtaz Mahal. Le parteti sono fatte interamente in marmo intarsiato e incastonato di una serie infinita di pietre preziose, che la guida non mancava mai di ripertere in sequenza.

Camminiamo intorno alla tomba, circondata da una recinzione di marmo intarsiato, e la guida ci dice che e’ di buono auspicio per le coppie toccare la tomba assieme e baciarsi.

Bene buon per loro…

La guida, non curante del fatto che gli abbiamo ripetuto piu’ volte che io la mia compagna di viaggio non stiamo assieme, ci dice di toccare assieme la tomba e di baciarci. Non vi riporto il dialoghi completi se no non e’ piu’ finita, ma vi descrivo la situazione. Siamo un gruppo di 6 italiani, due coppie e noi due. Le due coppie toccano la tomba si baciano e foto di rito. E’ la volta di me e Carolina. Io penso: “Vabbe’ tocchiamo sta tomba e facciamola finita!”. Carolina invece cerca di dissuadere la guida dal romperci i maroni.

Morale della favola. Tocchiamo la tomba. Ma Caro non ci arriva, quindi la prendo piu’ o meno in braccio e la avvicino alla tomba. Tocchiamo. La guida: “Bascio!”. Noi: “No!” Rimetto giu’ Carolina e usciamo spediti prima che si inventino qualcos’altro per creare disagio inutile.

La visita al Taj Mahal dura un’altra mezzoretta in cui camminiamo per i giardini ma nulla di rilevante da segnalare… a parte delle scimmie che si tiravano sassi penzolado dagli alberi.

 

I can say I’ve seen it 🙂 #India #sunrise #tajmahal #morning

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Torniamo in albergo. Colazione abbondante e piccante (mortacci loro). Relax in piscina.

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E poi di nuovo in macchina in direzione (New) Delhi.

(New) Delhi: Giro in citta’ o relax?

Dopo 3, o 4, o 5 ore di auto arriviamo a (New) Delhi. Non ricordo la durata del viaggio visto che tra chiacchiere e abbiocchi estemporanei e’ praticamente volato. Fatto sta che intorno alle quattro del pomeriggio arriviamo a destinazione. Arriviamo nel nostro lussuosissimo albergo e qui ci poniamo un enorme quesito.

Visto che siamo stanchi dal viaggio e dalla levata mattutina, ci riposiamo e rischiamo di vedere Delhi in una sola giornata o cominciamo ad esplorare gia’ il sabato ma poi la domenica la facciamo mezzi in coma?

Il dibattito di pro e contro si dilunga. Fino al punto che… oh beh! Ormai si sta facendo tardi, tanto vale approfittarne per riposarsi un po’.

Quindi visto che l’albergo offriva palestra, centro benessere, piscina e ristorante di lusso abbiamo optato per trattarci bene. E il programma e’ stato: un ora di palestra, un ora di piscina e cena. Il ristorante era molto particolare, e al di la’ che non serviva alcolici, quindi io ho preso un omosessualissimo cocktail viola alla lavanda,  i piatti erano un’interpretazione di nouvelle cousine della cucina indiana. Costo elevato ma approvato.

Non chiedetemi cosa abbiamo mangiato perche’ non me lo ricordo.

Alla fine della giornata anche se non abbiamo visto neanche mezzo palazzo di Delhi, #noregrets! Poi diciamocelo un po’ di lusso ogni tanto non fa male, e quello indiano fa bene allo spirito e al corpo.

Serata finta vedendo un film di Bollywood. Esilarante. Se non fosse che era in hindi sottotitolato e la stanchezza ci ha fatto crollare al minuto 10 del film.

Prossimo post (New) Delhi… to be continued…

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